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Correlazioni in Medicina



Artrite psoriasica: il trattamento con Secukinumab produce beneficio in circa il 50% dei casi


Circa la metà dei pazienti con artrite psoriasica che hanno ricevuto infusioni sottocutanee di 150 o 300 mg di Secukinumab ( Cosentyx ) ha raggiunto una risposta del 20% al trattamento.

I ricercatori hanno condotto uno studio di fase 3, in doppio cieco, controllato con placebo su 397 pazienti con artrite psoriasica presso 76 Centri in Asia, Australia, Canada, Europa e Stati Uniti.

I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1: 1: 1: 1 ai trattamenti con Secukinumab per via sottocutanea al dosaggio di 300, 150, e 75 mg oppure a placebo, una volta alla settimana per le prime 4 settimane e successivamente ogni 4 settimane.
I criteri di inclusione comprendevano: presenza di psoriasi in almeno il 3% della superficie del corpo, e dattilite o entesite al basale; 185 pazienti erano stati trattati con Metotressato.

Alla settimana 24, il tasso di risposta ACR ( American College of Rheumatology ) del 20% [ ACR20 ] è stato raggiunto dal 54% dei pazienti trattati con 300 mg di Secukinumab, dal 51% dei pazienti trattati con 150 mg e dal 29% dei pazienti che avevano ricevuto 75 mg dell’anticorpo monoclonale contro il 15% dei pazienti del gruppo placebo.

Un miglioramento del punteggio dell’indice PASI ( Psoriasis Area and Severity Index ) del 75% ( PASI 75 ) e del 90% ( PASI 90 ) è stato riscontrato in un numero significativamente maggiore di pazienti trattati con Secukinumab ai dosaggi di 300 o 150 mg rispetto a 75 mg oppure a placebo.

Una risposta ACR70 è stata osservata nel 20% dei pazienti trattati con 300 mg di Secukinumab, nel 21% dei pazienti che hanno ricevuto 150 mg di Secukinumab e nel 6% dei pazienti trattati con 75 mg di Secukinumab rispetto all'1% dei pazienti del gruppo placebo.

Alla settimana 52, 335 dei 397 pazienti sono rimasti nello studio; i miglioramenti osservati alla 24.a settimana sono stati mantenuti alla 52.a settimana nei pazienti trattati con Secukinumab ai dosaggi di 300 o 150 mg.

Non è stato riportato nessun decesso durante lo studio e non ci sono state notizie di tentativi di suicidio o di ideazione suicidaria.

Gli eventi avversi si sono verificati con una incidenza simile in tutti i gruppi, tra cui il placebo, con l'eccezione di un tasso leggermente più elevato di eventi avversi gravi nei gruppi Secukinumab 300 mg e 75 mg.
L'evento avverso più comune era l'infezione, seguita da infezione del tratto respiratorio superiore e nasofaringite. ( Xagena2015 )

Fonte: The Lancet, 2015

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